Migration Museums Network

L'iniziativa

Le migrazioni hanno un passato, un presente e un futuro. I musei delle migrazioni possono costruire un ponte tra tutti e tre.

La rete internazionale dell'istituzioni delle migrazioni è costituita da musei e istituzioni che si occupano di promuove la conoscenza delle problematiche relative alle migrazioni.
Il recente sviluppo dei musei delle migrazioni (chiamati in diverso modo in diverse nazioni) è un fenomeno molto interessante che può contribuire alla creazione di nuove identità multiple a livello tanto individuale quanto collettivo. Seguendo l’esempio degli Stati Uniti (con il museo di Ellis Island), l’Australia, il Canada e, più di recente, alcuni paesi europei (Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito) hanno creato questi luoghi per facilitare, attraverso il racconto delle storie individuali, la trasmissione tra generazioni e l’incontro tra migranti e popolazioni ospitanti.
Prefissandosi l’obiettivo di aiutare la conservazione delle memorie collettive, questi musei si prefiggono tre scopi: conoscere, favorire l’integrazione e costruire consapevolezza.
- Conoscere: il contributo dei migranti alle società che li ospitano; la diversità e la ricchezza delle culture d’origine; il diritto alla doppia appartenenza.
- Favorire l’integrazione: incentivare il senso d’appartenenza; rendere le comunità migranti parte del paese in cui vivono; trovare terreni comuni e contribuire all’identità nazionale.
- Costruire la consapevolezza riguardo agli eventi che hanno indotti gli individui e in particolare i rifugiati a lasciare la propria terra; sviluppare presso l’empatia delle popolazioni ospitanti; più in generale, decostruire gli stereotipi sull’immigrazione.
Considerando la situazione internazionale e gli ultimi eventi (dal caso Van Gogh in Olanda nel 2004, alla cosiddetta crisi delle banlieu in Francia nel 2005), cresce il bisogno di dare voce alle generazioni dei migranti, ai giovani come ai loro genitori, per favorire l’inclusione, l’integrazione e il diritto alla differenza. Ascoltare le storie individuali può aiutare a smontare gli stereotipi. La Memoria, la Storia e la Narrazione possono anche permettere di fare un passo indietro e di considerare i fenomeni in modo globale.
I musei delle migrazioni si trovano ad affrontare sfide comuni in quanto non vogliono solo essere luoghi di conservazione e d’esposizione, ma soprattutto punti d’incontro. L’obiettivo non è tanto quello di coinvolgere gli intellettuali, gli accademici, i ricercatori, gli storici e i visitatori tradizionali dei musei, ma soprattutto di attrarre il pubblico generico, coloro che hanno pregiudizi sull’immigrazione e i migranti stessi. Unisco e Iom hanno deciso di lavorare insieme per promuovere lo scambio d’esperienze e conoscenze sulla storia dell’immigrazione e sulle memorie dei migranti, attraverso la creazione e lo sviluppo di musei nei paesi ospitanti. Questo tipo di museo vorrebbe in particolare aiutare a raccogliere, salvaguardare, evidenziare e rendere accessibile a un pubblico ampio la storia e la cultura dell’immigrazione e il processo d’integrazione delle comunità migranti.


Export meeting on migration museums

Dal 23 al 25 ottobre 2006 (Roma)

Il primo appuntamento del progetto UNESCO-IOM è stato un incontro di esperti e delegati di circa dieci nazioni (Australia, Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Israele, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito) per facilitare lo scambio delle informazioni e delle esperienze. Hanno partecipato all’incontro esperti che si sono occupati del presente e del futuro dei musei delle migrazioni. Quest’incontro ha fornito l’opportunità unica di dare inizio ad una rete internazionale di specialisti composta da rappresentanti dei musei delle migrazioni esistenti, di nazioni che desiderano aprire tali musei, di delegati delle principali comunità migranti e di rappresentanti del mondo dell’educazione e della scienza.

Documenti collegati

Agenda of the meeting (pdf)
Final Statement (English) (pdf)
Final Statement (French) (pdf)
Final report (pdf)